Johannes Brahms (1833-1897)
Zwei Motetten op. 74, N.1 - Warum ist das Licht gegeben


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Testo

Warum ist das Licht gegeben den Mühseligen

Warum ist das Licht gegeben den Mühseligen?
Und das Leben den betrübten Herzen,
Die des Todes warten und kommt nicht
Und grüben ihn wohl aus dem Verborgenen
Die sich fast freuen und sind fröhlich
Daß sie das Grab bekommen
Warum?
Und dem Manne deß Weg verborgen ist
Und Gott vor ihm den selben bedecket
Warum?
            (Hiob III, 20-23)

Lasset uns unser Herz
Samt den Händen aufheben
Zu Gott im Himmel.
            (Klagelieder Jeremias III, 41)

Siehe, wir preisen selig, die erduldet haben.
Die Geduld Hiob habt ihr gehöret
Und das Ende des Herrn habt ihr gesehen
Denn der Herr ist barmherzig und ein Erbarmer.
            (Jacobi V, 11)

Mit Fried und Freud ich fahr’ dahin
In Gottes Willen,
Getrost ist mir mein Herz und Sinn,
Sanft und stille.
Wie Gott mir verheißen hat,
Der Tod ist mir Schlaf worden.
            (Martin Luther)

Traduzione

Perché è data la luce a chi sta in pena

Perché è data la luce a chi sta in pena?
E perché la vita ai cuori afflitti,
Che attendono la morte che non arriva
E cercano di scovarla nel mistero
Che si rallegrano e quasi sono felici
Di raggiungere la tomba.
Perché?
E all'uomo la cui strada è ignota
E a cui il Signore la nasconde.
Perché?
            (Giobbe III, 20-23)

Innalziamo i nostri cuori
E leviamo le mani
A Dio nei cieli.
            (Lamentazioni di Geremia III, 41)

Orsù, chiamiamo beati coloro che hanno sofferto.
Della pazienza di Giobbe avete udito
E la soluzione del Signore l’avete vista
Perché il Signore è clemente e misericordioso.
            (Giacomo V, 11)

Con pace e gioia concludo il mio cammino
Secondo la volontà di Dio,
Fiduciosi sono il mio cuore e l’anima,
Calmi e tranquilli.
Come Dio mi ha promesso,
La morte per me è diventata sonno.
            (Martin Lutero)

La coppia di Mottetti op. 74, pubblicati nel 1879, costituisce un vertice tra le composizioni corali di Brahms, a loro volta culmine della coralità ottocentesca. Di ambito sacro, il dittico sfrutta nel primo caso una silloge di versetti vetero e neotestamentari uniti a un corale di Lutero, incentrati sulla pazienza di Giobbe e sulla ricompensa del Signore; nel secondo si avvale di un testo non liturgico implorante il conforto e la discesa del Signore tra gli uomini, scritto dal teologo e poeta del primo barocco Friedrich Spee von Langenfeld. Fra le due composizioni è tuttavia la prima a rivestire un’importanza fondamentale. Essa rimanda ai mottetti di Bach già nell’articolazione in più parti, suggellata dal corale protestante, mentre la varietà degli stili in essa profusi nasce da una stretta aderenza al testo, che supera per intensità di significato il testo medesimo. Così è per la potente e icastica domanda iniziale Warum?, in omofonia, mentre il contrappunto e il ricorso al cromatismo servono a Brahms per l’espressione dell’infelicità umana. La seconda parte (Lasset uns unser Herz) è una lode a Dio qui intonata a canone, sostituita da un’elaborazione su cantus firmus nella terza (Siehen, wir preisen selig). Alla forma dell’elaborazione su cantus firmus Brahms ricorre per tutte le strofe dell’altro e più semplice mottetto, O Heiland, reiß die Himmel auf, che volentieri non si sottrae al nume tutelare bachiano. Il cantus firmus è identico per tutta la regolarità delle prime quattro strofe e si trova, nell’ordine, ai tenori, ai soprani, di nuovo ai tenori, infine ai bassi. Fa eccezione la quinta strofa, in cui la melodia di base è una variazione della precedente, conclusa da un Amen fortemente melismatico e intonato a canone diretto e inverso.

[Giangiorgio Satragni]