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Corale Roberto Goitre Associazione senza scopo di lucro Sede legale: e-mail: corale @ goitre.it Presidente Direttore artistico |
Soprani Paola Amerio, Stefania Borrelli, Mariella Fazi, Cristiana Minetto, Stefania Patti, Tiziana Pia, Silvia Rustichelli, Chiara Vicari |
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Contralti Federica Bosco, Nicoletta Ciari, Giulietta Frigo, Mary Mcintosh, Alessandra Rosso, Marta Serrano, Elena Torretta
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Tenori Marco Bonino, Riccardo Coda, Daniele Giaccone, Antimo Quarta... ed il misterioso inviato in Cina
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Bassi Remo Bouchard, Paolo Cristina, Francesco Dipietromaria, Davide Marchisio, Guido Rovai, Carlo Secchi
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La Corale Roberto Goitre di Torino cerca nuove coriste e nuovi coristi da inserire in organico. Sono gradite precedenti esperienze di canto in cori analoghi. | |
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Per l'ammissione sono previste:
I coristi effettivi della Goitre possono anche essere selezionati per la partecipazione alle attività del Coro Filarmonico Ruggero Maghini, che collabora spesso con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. L'audizione preliminare si tiene di norma non appena il candidato si presenta alla Corale. Le prove di lettura e di canto in quartetto si possono svolgere anche dopo un periodo di rodaggio iniziale (massimo 6 mesi). Si richiede l'impegno per una prova settimanale, che si svolge a Torino di martedì in orario serale. Inoltre si raccomanda la cura individuale per lo sviluppo ed il mantenimento della vocalità, mediante la partecipazione a corsi e seminari di vocalità o lezioni individuali e collettive, anche organizzati dalla Corale. In quanto associazione senza scopo di lucro a scopo culturale, la Corale è un gruppo amatoriale e non svolge attività professionale, pertanto i coristi non percepiscono alcun compenso per le attività svolte con la Corale. Maggiori dettagli nello Statuto dell'Associazione e nel Regolamento di ammissione. Se vuoi già associarti puoi compilare la domanda di associazione. |
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Roberto Goitre Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. | |
Roberto Goitre (Torino, 1927 – Piacenza, 1980) è stato un direttore di coro, compositore e didatta italiano Conclusi gli studi accademici, si dedicò alla direzione corale e all'inizio degli anni 1960, su invito di Marcello Abbado, assunse la cattedra di Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza, dove insegnò sino al termine della sua vita. La didattica musicale e lo studio dei principi della pedagogia musicale di Zoltán Kodály diventarono negli anni '70 e '80 il fulcro delle sue ricerche, tanto che Goitre passerà molto tempo in Ungheria per approfondire i suoi studi. Approfondì inoltre la conoscenza di quel melos di tradizione orale, sia ungherese che italiano, che utilizzerà in seguito per gli esempi e gli esercizi del suo più celebre lavoro: il metodo didattico "Cantar leggendo", pubblicato nel 1972 dalla Suvini Zerboni. Tale metodo costituirà il nucleo di una nuova pedagogia musicale il cui percorso intende seguire il bambino sin dai primi anni di vita e, come avviene per il linguaggio parlato, accompagnarlo nell'acquisizione di una vera e propria madrelingua musicale. Tra il 1968 e il 1980 Goitre applicherà i suoi studi pedagogici ai cori di voci bianche da lui fondati: I Piccoli Cantori di Torino e, successivamente, il coro Farnesiano. Goitre dedicò tutta la vita alla didattica e alla musica corale, tanto che fu proprio lui, all'inizio degli anni '70, a fondare la rivista La Cartellina, ancora oggi importante organo di informazione nell'ambito della musica corale e della didattica. Diretta dopo la morte di Goitre (1980) e fino al 2004 da Giovanni Acciai, essa è attualmente diretta da Marco Boschini). Il metodo didattico Durante gli studi in Ungheria, nel 1968, Roberto Goitre si meravigliò nel constatare come tutti fossero in grado di leggere con facilità la musica a prima vista grazie all'opera pedagogica di Zoltán Kodály. Perciò decise di reintrodurre in Italia la solmisazione Tonic Sol-fa che fondava le sue radici nelle teorie di Guido d'Arezzo, già codificata e raffinata da John Curwen e infine ripresa dallo stesso Kodály. Goitre la rielaborò profondamente, al fine di adattarla alle esigenze didattiche, e in particolare la semplificò trasformandola da esacordale a solmisazione per ottava. Il metodo consiste nel fissare sul rigo la posizione del Do variabilmente rispetto a quella della tonica del brano in analisi, consentendo un approccio più immediato nella distinzione degli intervalli. I suoni vengono in altre parole indicati in base alla loro posizione nella scala anziché in base alla loro altezza assoluta. Cadeva quindi il concetto di "tonalità nominata" (quella distinguibile dagli accidenti in chiave, per intenderci), bensì sopravviveva solamente un'unica "tonalità universale", posizionata in maniera diversa nell'ambito del rigo a seconda dell'altezza della tonica, che nel metodo Goitre è sempre la nota Do. Il metodo Goitre permette una facile lettura delle modulazioni, in quanto implica solamente lo spostamento della posizione del Do, chiamato per questo motivo mobile. |
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